Grandi carnivori e pastorizia: due opportunità per le Alpi solo apparentemente in contrasto

La monticazione degli animali in alpeggio – se correttamente gestita – costituisce una risorsa importante sul piano economico, culturale, identitario, paesaggistico, di marketing territoriale nonché in relazione alla conservazione della biodiversità, in quanto fornisce un contributo determinante al mantenimento di ambienti aperti (ad esempio praterie e formazioni erbose tutelate dalla Direttiva Comunitaria Habitat 92/43 – All.I) ai quali sono legate numerose specie animali e vegetali caratterizzate da uno status di conservazione sfavorevole.

Le numerose e complesse problematiche che incombono sul futuro delle attività zootecniche di montagna – soprattutto in relazione al settore ovicaprino – vengono oggi enfatizzate dai conflitti legati al recente ritorno dei grandi carnivori sull’arco alpino.

Tali dinamiche risultano particolarmente impattanti sul piano economico – oltre che sul piano emotivo – a causa di una sottovalutazione dei fenomeni da parte di alcuni degli enti territoriali preposti e ad un conseguente non sufficiente impegno da parte degli stessi nell’educazione, informazione, sensibilizzazione e formazione delle comunità locali e nella determinazione di strumenti utili alla prevenzione ed all’indennizzo dei danni.

La definizione di una strategia condivisa che preveda quali obiettivi imprescindibili la tutela dei grandi carnivori e il miglioramento e l’ottimizzazione delle attività zootecniche ‐ anche in relazione al miglioramento della qualità della vita degli operatori coinvolti ed alla corretta gestione dei pascoli – costituisce oggi un traguardo prioritario.

Se da un lato il ritorno dei grandi carnivori impone ai pastori di tornare ad esercitare un intenso controllo del bestiame e ad utilizzare strumenti e tecniche di prevenzione dei danni da predazione, con un indubbio incremento degli oneri di gestione, dall’altro pone nuovamente le attività economiche di montagna al centro dell’agenda politica e impone l’individuazione e la definizione di interventi di supporto e di valorizzazione strategici per il futuro delle attività zootecniche sulle Alpi.

L’obiettivo è dunque quello di cogliere le importanti opportunità legate a questi fenomeni, superando le suggestioni frutto di millenni di contrapposizioni e individuando soluzioni concrete alle legittime domande poste dalle comunità locali al fine di risolvere i potenziali reali conflitti.

Grandi carnivori e pastorizia sono destinati a camminare insieme, sono entrambe espressioni straordinarie di millenni di evoluzione: un patrimonio faunistico, cultuale, ambientale, identitario, paesaggistico del quale non vogliamo fare a meno.

Legambiente e pastori, attraverso un confronto che porta inevitabilmente anche punti di vista differenti che concorrono ad arricchire un percorso comune, possono dunque lavorare insieme per affrontare e risolvere le diverse problematiche volgendo lo sguardo al futuro…un futuro nel quale grandi carnivori e pastori continueranno a misurarsi sulle più alte montagne d’Europa.

(Photo – Archivio Parco Adamello)