L’indennizzo dei danni da predazione
L’adozione di idonee tecniche di prevenzione (sorveglianza nelle ore di pascolo, confinamento notturno degli animali in recinti elettrificati, uso di cani da guardiania, eventuale uso di dissuasori acustici e visivi, ecc..) serve a contenere – anche in misura notevole – i casi di attacco e le perdite di animali.
L’uso combinato di attrezzature e tecniche di prevenzione non elimina del tutto i rischi di attacco e dunque regioni, province e aree protette hanno attivato dei fondi per l’indennizzo degli eventuali danni.
Il panorama delle misure messe in atto – sebbene esistano dei tentativi e dei contenitori mirati al coordinamento delle diverse iniziative – è tuttora variegato e talvolta – soprattutto per chi pascola a ridosso dei confini amministrativi di diversi enti – capire come comportarsi per l’accertamento dei danni e per la richiesta di indennizzo può richiedere più di uno sforzo.
Pur senza entrare nel dettaglio delle singole scelte effettuate dai diversi enti territoriali – affrontati nella sezione dedicata agli allevatori e nel menu laterale – si sottolinea l’importanza di segnalare tempestivamente agli uffici competenti il danno subito e di non manipolare per nessuna ragione il contesto ambientale nel quale si è verificato l’attacco.
L’accertatore potrà inoltre fornire utili informazioni sulle modalità di richiesta di indennizzo dei danni subiti.









Comune di Paspardo

