La prevenzione dei danni da predazione
La monticazione degli animali in alpeggio – se correttamente gestita – costituisce una risorsa importante sul piano economico, culturale, identitario, paesaggistico, di marketing territoriale nonché in relazione alla conservazione della biodiversità, in quanto fornisce un contributo determinante al mantenimento di ambienti aperti (ad esempio praterie e formazioni erbose tutelate dalla Direttiva Comunitaria Habitat 92/43 – All.I) ai quali sono legate numerose specie animali e vegetali caratterizzate da uno status di conservazione sfavorevole.
Nel corso dei secoli l’uomo ha selezionato strumenti e tecniche di prevenzione o di contenimento dei danni da predazione che da molti secoli consentono alle attività zootecniche di montagna di convivere con la presenza dei grandi carnivori, come sull’Appennino o sui Carpazi dove lupi e orsi non sono mai scomparsi.
Di seguito vengono sinteticamente descritti i principali strumenti e le più importanti strategie organizzative aziendali che hanno fornito un contributo significativo nel contenimento degli attacchi sul bestiame domestico e delle relative vittime sulle Alpi.
Approfondimenti sono disponibili nella apposita sezione dedicata agli allevatori.
STRUMENTI PER LA PREVENZIONE
- Sorveglianza del gregge nelle ore di pascolo
La presenza costante dell’allevatore nelle ore di pascolo garantisce da un lato la corretta gestione del pascolo e dall’altro contribuisce a ridurre i tentativi di predazione da parte dei grandi carnivori, anche attraverso la gestione delle attrezzature dedicate alla prevenzione.
A tal fine è necessario sostenere la permanenza degli allevatori in alpeggio, anche attraverso opportuni interventi mirati a risolvere le diverse problematiche logistiche (strade, alloggi in quota, strumentazione varia).
- Recinzioni elettrificate per il confinamento notturno degli animali
La pratica del confinamento notturno degli animali – entro recinzioni elettrificate mobili – si è rivelata efficace per ridurre drasticamente i tentativi di attacco e il numero di capi persi.
Esistono sul mercato diversi modelli di attrezzature che si adattano alle diverse modalità di gestione delle attività pascolive.
A tal fine è necessario sostenere i pastori attraverso incontri informativi e formativi e mediante un sostegno all’acquisto delle attraezzature.
- Cani da guardiania
I cani da protezione – da non confondere con quelli da conduzione – si sono rivelati un ottimo strumento di contenimento dei danni da predazione, anche in quei contesti dove la morfologia del terreno o la presenza di vegetazione arbustiva diffusa rende difficilmente sorvegliabile l’intero gregge.
Una corretta gestione dei cuccioli consente di contenere le problematiche relative all’eventuale aggressività dei cani nei confronti delle pecore, dei turisti o degli altri cani da lavoro.
A tal fine è necessario sostenere i pastori attraverso incontri informativi e formativi, nonché mediante una costante assistenza tecnica.
- Dissuasori acustici e visivi
Sono strumenti utili ad effettuare interventi dissuasivi laddove si manifestano situazioni critiche di cronicità degli attacchi. L’abuso di tali strumenti può indurre ad assuefazione. A tal fine è necessario sostenere i pastori attraverso incontri informativi e formativi.
- Gestione associata delle greggi
La gestione di pochi animali rende spesso non sostenibile economicamente una loro sorveglianza costante, che come abbiamo visto costituisce invece uno degli strumenti più importanti per il contenimento degli attacchi da parte dei grandi carnivori.
Per questa ragione l’accorpamento di piccoli greggi può costituire una soluzione utile a mantenere una presenza costante di personale con un modesto costo aziendale.









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