Ibernazione

Con l’arrivo della stagione invernale e della conseguente carenza di risorse alimentari, l’Orso bruno tende a trascorrere un periodo di inattività più o meno completa, tecnicamente non definibile come “letargo” vero e proprio bensì come “ibernazione”.

La riduzione stagionale del metabolismo – che sulle Alpi interessa generalmente i mesi compresi tra novembre e marzo – può dunque cambiare o essere interrotta in funzione di stimoli esterni, quali il disturbo antropico o la variazione delle condizioni ambientali.

Per il riposo invernale, l’Orso bruno utilizza generalmente cavità naturali ed anfratti già disponibili, eventualmente adattondoli con attività di scavo, preferenzialmente posti su pendii ripidi (30/50°), scarsamente accessibili da parte dell’uomo e posti tra i 1.000 e i 2.000 m s.l.m..

Al loro interno normalmente è presente un giaciglio composto soprattutto da un accumulo di foglie e ramoscelli. Le femmine – che nel periodo invernale danno alla luce i piccoli – sembrano essere più attente alla cura del giaciglio e del ricovero.

(Photo: Archivio Foreste e Fauna – Provincia Autonoma di Trento – Autore: C.Frapporti)