Diffondere la conoscenza per educare alla convivenza
La Valle Camonica: un’area simbolo per la conservazione dei grandi carnivori
Il progetto di Legambiente e Comunità Montana di Valle Camonica
La Valle Camonica – compresa tra il settore lombardo dell’Adamello a est e le Prealpi Orobiche a ovest – è un luogo simbolico nel contesto alpino lombardo nel quale elaborare e sperimentare nuove strategie di convivenza tra comunità locali e grandi carnivori. Qui, infatti, nei secoli scorsi è stato registrato l’ultimo abbattimento di Lince (1845) sul territorio regionale e, un secolo più tardi, è stato registrato l’ultimo abbattimento di Orso bruno (1945). Qui, ancora, si registra il ritorno dell’Orso bruno da est (Trentino), della Lince da nord (Svizzera) e del Lupo da ovest.
In particolare, in relazione al Lupo (Canis lupus italicus) – che nella regione alpina lombarda viene rilevato a partire dal 1999 (Gagliardi A., 2008) – la presenza nelle valli laterali di connessione tra la Valle Camonica e le Orobie non sembra avere carattere transitorio (Meriggi et al., 2009) mentre per l’Orso bruno (Ursus arctos) la Valle Camonica costituisce una delle principali aree di dispersione naturale di giovani maschi provenienti dalla popolazione presente nelle Alpi centrali, che gravita prevalentemente nel Trentino occidentale (Rapporto Orso 2009 del Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento).
Tali dinamiche risultano talvolta particolarmente impattanti sul piano emotivo e su quello economico a causa di una generale sottovalutazione dei fenomeni da parte degli enti territoriali e ad un conseguente modesto impegno da parte degli stessi nell’informazione, nella sensibilizzazione e nella formazione delle comunità locali e nella determinazione di strumenti utili alla prevenzione ed all’indennizzo dei danni.
Ai fattori culturali che rendono difficile alle comunità locali l’accettazione del ritorno dei grandi carnivori – soprattutto laddove le specie sono assenti da decenni – si sommano spesso i conflitti innescati in seguito alla registrazione di danni alle attività zootecniche ed agricole – talvolta notevoli – di cui si rendono protagonisti in particolare Lupo e Orso bruno.
In questo senso, la mancanza pressoché assoluta di sistemi di prevenzione dei danni da predazione come il controllo costante da parte del pastore, l’uso di recinzioni elettrificate per la stabulazione notturna degli animali e la presenza di cani da guardiania mantiene potenzialmente alto il numero di danni al bestiame domestico – con un elevato numero medio di vittime per attacco – e conseguentemente il livello di tensione con le comunità locali (Marucco, 2009).
Per quanto riguarda le predazioni, nelle vicine Orobie risultano 5 eventi attribuiti al Lupo dal 1999 al 2009, con un totale di 16 capi predati (87% ovini), mentre per l’Orso bruno risultano 35 eventi nel biennio 2008/2009, per un totale di 160 capi predati (Meriggi, 2009).
In provincia di Brescia i danni da grandi carnivori (in questo caso, da Orso bruno) ammontano nel 2008 a 4.346,00 Euro (4 eventi, 3 relativi alla predazione di ovini e 1 relativo alla distruzione di arnie), nel 2009 a 1.240,00 Euro (1 evento relativo alla distruzione di arnie) mentre nei primi mesi del 2010 sono stati registrati due eventi nella fascia prealpina, uno relativo alla predazione di un asino ed uno relativo alla distruzione di un’arnia (fonte: Provincia di Brescia – Ufficio Faunistico).
Il numero contenuto di danni – legato ad una fase ancora iniziale di ricolonizzazione del territorio da parte di Lupo e Orso bruno – costituisce certamente una buona ragione per impostare e gestire fin da ora adeguate forme di intervento, prima che i livelli di tensione compromettano qualsiasi possibilità di dialogo.
Per queste ragioni, la Comunità Montana di Valle Camonica e Legambiente – grazie al contributo della Fondazione Cariplo e del Comune di Paspardo, con il patrocinio di Regione Lombardia, CIPRA e Federparchi – hanno avviato il progetto GRANDI CARNIVORI: DIFFONDERE LA CONOSCENZA PER EDUCARE ALLA CONVIVENZA.
Il progetto ha come obiettivo l’informazione e la formazione delle comunità locali e l’avvio di un dialogo sereno e costruttivo finalizzato alla risoluzione delle oggettive problematiche gestionali legate alla presenza dei grandi carnivori (zootecnia) ed alla valorizzazione (ambientale, culturale ed economica) delle opportunità ad essa legate.









Comune di Paspardo

